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Saturday, April 25, 2009

John, Jagger e Sting. Nella crisi mondiale piangono anche loro


Con una simil crisi finanziaria son tempi difficili per gli inglesi, direbbe Charles Dickens. Ma, a quanto pare, non ne soffrono solo poveri e classe media. Infatti, pare che anche rockstar e supericchi della musica anglosassone abbiano perso una buona fetta dei loro corposi patrimoni. Secondo le anticipazioni delle classifiche dei "top rich" d'oltremanica stilate dal Sunday Times - che verranno pubblicate interamente sull'edizione di domani del settimanale londinese - la fetta si attesta in media su un abbondante 10%. Cause principali: la crisi del settore edilizio e perdite varie, correlate ad azioni poco redditizie ed investimenti infelici.
In cima a questa lista poco edificante c'è, manco a dirlo, uno dei re del pop-rock inglese. Ossia Reginald Kenneth Dwight, più semplicemente ed in arte Elton John. Che ha visto ridursi il patrimonio di circa il 26 per cento (crollato a 193 milioni), con una perdita di circa 68 milioni di euro in un solo anno. Un'enormità. «John spende davvero tanto» ha dichiarato Ian Coxon, che ha curato le "Rich List" per il Sunday Times. «Negli ultimi mesi ha donato 42 milioni di sterline (circa 46 di euro, ndr) ad associazioni umanitarie». Senza contare il suo costosissimo e lunghissimo tour al Caesars Palace di Las Vegas, che sembra finalmente essere giunto al termine. Ma la carità di John forse c'entra poco con il suo deficit annuale, dal momento che storicamente, non solo quest'anno, è sempre stato sensibile a temi come l'Aids.
Tuttavia, a far compagnia a Sir Elton in questo capitombolo economico ci sono altri illustri colleghi. Quest'anno, come o addirittura peggio di lui hanno fatto il produttore britannico di Pop Idol Simon Fuller (perdendo quasi un terzo del suo capitale) e Sir Tom Jones (giù del 24 per cento). Mentre l'ex Beatle Paul McCartney - complice anche l'onerosissimo divorzio dalla moglie Heather Mills da 26 milioni - ha perso circa 66 milioni di euro del suo patrimonio (che ne vantava 553), l'ex Stone Mick Jagger si è accontentato di perdere il 16 per cento dei suoi averi, precipitando a quota 210 milioni, e l'ex Police Sting il 10 (conservando ancora 200 milioni). Senza contare poi Eric Clapton (giù del 14 per cento, ora gli rimangono "solo" 132 milioni) e il genio scapestrato di Amy Winehouse, che ha visto polverizzarsi circa metà della sua fortuna.
Ma nel mondo della musica britannica, comunque, non tutti i ricchi piangono. I primi due della classifica dell'anno scorso, ossia il fondatore dell'etichetta Zomba Clive Calder (una volta label di Britney Spears, ma venduta nel 2002) e Lord Lloyd Webber dei musical Evita e Jesus Christ Superstar hanno tenuto duro, resistendo in vetta con i loro miliardari patrimoni praticamente immutati. E c'è addirittura chi, nell'ultimo anno, ci ha guadagnato. Vedi il produttore di Mamma Mia Judy Craymer, quello di American Idol, Britain's Got Talent e X Factor Simon Cowell nonché, udite udite, gli Oasis. Tutti in positivo, con il primo che sfoggia addirittura un +29%. Tutti che, grazie ai loro recenti successi al cinema, in tv e sul palco, hanno fatto man bassa di sterline, smentendo l'andazzo negativo di moltissimi loro colleghi. Forse non è un caso che proprio ieri i fratelli Gallagher, dopo l'ultimo e più che renumerativo Dig Out Your Soul, hanno annunciato di non voler più registrare un album per i prossimi cinque anni.


da Il Riformista, 25/04/09

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