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Tuesday, September 7, 2010

Rooney (ri)tradisce Coleen - Scoppia la coppia operaia


di Antonello Guerrera
Mentre la regina mostra al mondo i buchi delle scarpe, Wayne Rooney è piombato in un perfido buco nero che potrebbe rovinargli la picaresca carriera cominciata a pallonate tra i vicoli di Croxteth, il ruvido quartiere operaio di Liverpool. L’attaccante prodigio del Manchester United, secondo quanto rivelato al News Of The World dalla 21enne escort Jennifer Thompson (detta “Jeni la succosa”), avrebbe usufruito dei servizi della meretrice per ben sette volte da giugno a ottobre scorso al modico prezzo di 1200 sterline a incontro. Il tutto mentre l’adorata moglie Coleen, wag sui generis, era incinta del piccolo Kai, nato a novembre in un ospedale pubblico. Una vicenda «disgustosa» per amici e parenti dei due piccioncini. Wayne e Coleen, stando ai tabloid, sarebbero «a pezzi». Ma, nonostante tutto, stasera Rooney contro la Svizzera «giocherà», ha detto il c.t. inglese Capello. Che, stavolta, non ha usato il pugno di ferro come con l'ex capitano Terry.
Sta di fatto, però, che Rooney ha scioccato la Gran Bretagna, tradita, dopo i casi Terry e Cole, ancora una volta da un idolo della Premier League. Passi che il bomber 24enne, almeno fino al weekend scorso, non segnava con il Manchester United da marzo. Passi che ai Mondiali in Sudafrica è stato disastroso (come tutta la squadra). Ma la famiglia è cosa più seria. Anche perché il brutto anatroccolo Wayne aveva già tradito la sua compagna di liceo e poi moglie Coleen McLoughlin, conosciuta a 12 anni e conquistata a 16 dopo un invito al cinema per Austin Powers 2 mentre la aiutava a rimettere a posto la catena della bici. Era il 2004, Coleen era ancora illibata e Rooney, allora sedicenne, se la spassò in un lercio appartamento di Liverpool con la 47enne Patricia Tierney, detta anche la “vecchia sculacciatrice”.
All’epoca, le scuse del fedifrago vennero accettate. E i due, entrambi di estrazione cattolico-proletaria, si scambiarono nel 2008 le fedi in un maestoso matrimonio a Positano (costo 5 milioni di euro). Ma soprattutto, Wayne e Coleen erano la famiglia perfetta per gli sponsor, ovvero i Beckham degli operai. Adesso, però, tutta questa impalcatura è venuta tristemente giù. La Thompson ha raccontato molti dettagli alla stampa: il primo incontro con Rooney trasformatosi in un’orgia, la richiesta del calciatore di “sex toys” (i giocattoli hard), gli incontri davanti ai compagni di squadra (il Mail parla di un Michael Owen «disgustato» dal comportamento di Rooney), poco salutari pacchetti di sigarette pagati 200 sterline, gli «spudorati» messaggini del «timido» Wayne che invitava a casa la “succosa” quando Coleen non c’era, le offese a Cristiano Ronaldo («stronzo segaiolo»), eccetera.
Rooney è «indifendibile», dicono anonimi amici del calciatore ai tabloid. I timori che la storia venisse fuori girovagavano nell’entourage inglese, secondo il Sun, almeno da prima del mondiale. Che il calciatore avrebbe toppato perché timoroso dei rumour sulle sue scappatelle. Sabato scorso, Rooney, saputo che il giorno dopo ci sarebbe stato lo scoop del mese, è finito nel panico. E, dopo qualche minuto, stando al Mail, ha avuto la brillante idea di anticipare i tabloid e mandare un sms a Coleen, mentre lei era dal parrucchiere: ha confessato, aggiungendo in calce: «Ma non è nulla di serio». Esplosa in lacrime, Coleen ha abbandonato la principesca tenuta nello Cheshire da 5 milioni di dollari ed è tornata a casa dai suoi genitori. Mentre il marito Wayne, in tuta e borsone, saliva mestamente su un aereo per Basilea.
E ora che faranno gli sponsor? Rooney, oltre a guadagnare oltre 5 milioni di sterline annuali dallo United, ne accumula altri 25 tra spot e diritti di immagine da brand come Coca-Cola e Nike. Che, almeno per il momento, hanno fatto sapere che non strapperanno i contratti pubblicitari con il calciatore inglese. L'effetto Woods pare scongiurato. Ma con Coleen, questa volta, potrebbe essere definitivamente finita. E Rooney potrebbe soffrirne più di tutti. Proprio la moglie, nel 2007, scriveva nella sua autobiografia Welcome to My World: «Tocchiamo ferro. Ma se un giorno io e Wayne dovessimo lasciarci, sarà molto difficile per lui trovare qualcuno su cui potrà davvero contare».

Da Il Riformista,
08/09/10

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