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Friday, May 22, 2009

Ken Loach: "No ai soldi israeliani"


L'Edinburgh International Film Festival (Eiff) partirà soltanto il prossimo 17 giugno, ma in Scozia già impazzano le polemiche. Ancora una volta, nell'occhio del ciclone c'è Israele e la sua partecipazione a manifestazioni culturali internazionali. L'anno scorso fu la volta della Fiera del Libro, quando la partecipazione dello Stato ebraico come ospite della kermesse generò un vespaio di durissime proteste da parte di certa intellighenzia. In queste ultime ore, invece, è stato il regista inglese Ken Loach a lanciare la crociata antisionista. Intimando all'organizzazione del Festival di boicottare le 300 sterline da parte dell'ambasciata israeliana per le spese di viaggio della regista Tali Shalom Ezer per partecipare alla kermesse. Detto fatto, l'Eiff ha detto «no, thank you» al denaro israeliano e ha deciso di sovvenzionare personalmente Shalom Ezer.
Questo perché, come ha dichiarato Loach al Times, «i massacri e il terrorismo di Stato a Gaza rendono inaccettabili questi soldi». Aggiungendo: «Con dispiacere, ho l'obbligo di raccomandare a tutti coloro che hanno intenzione di venire al festival di dimostrare il proprio supporto pro Palestina ma di stare lontano» dalla kermesse. Un'uscita inequivocabile, che certo non cozza più di tanto con l'ideologia politica del regista di Looking for Eric, appena presentato a Cannes. Ma è preoccupante che, come si evince dal comunicato della kermesse per giustificare il boicottaggio del denaro, Loach sembri essere solo la facciata di un movimento intellettuale antagonista molto più corposo: Ken, infatti, avrebbe esternato i suoi pensieri «per conto della comunità cinematografica» del Festival, secondo l'Eiff.
Immediati lo sdegno e le proteste contro questa decisione. Il portavoce dell'ambasciata israeliana Lior Ben Dor si è scagliato contro la «demonizzazione e la delegittimazione dello Stato d'Israele», invocando un Festival come manifestazione culturale e non politica. Per la stessa regista, scintilla della polemica, Shalom Ezer, Loach così aumenta solo «alienazione e odio». E i connazionali dell'autore di Il vento che accarezza l'erba non sono stati meno duri. Sir Jeremy Isaacs, ad esempio, che negli anni 80 da amministratore delegato di Channel Four commissionò al regista inglese numerosi documentari controversi (come l'anticensorio e mai trasmesso A Question of Leadership), ha bollato le azioni di Loach «disgustose», definendosi altresì «raccapricciato» dall'organizzazione del Festival dopo l'associazione delle idee politiche del regista inglese a quelle di tutti i suoi colleghi. Paradossalmente, tuttavia, ciò che sta accadendo quest'anno è un revival dell'edizione 2006. Quando gli organizzatori dell'Eiff, sotto pressione delle lobby pro Palestina, rinunciarono alla sponsorizzazione israeliana per la partecipazione di un altro regista ebraico, Yoav Shamir.

Antonello Guerrera

da Il Riformista, 22/05/09

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